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Capitolo 16 · 7 minuti

Il bluff: quando ha senso

Il bluff non è un trucco da film né una questione di coraggio. È una puntata come le altre, con un conto preciso: funziona se l’avversario lascia abbastanza spesso. In questo capitolo vedi quel conto, perché i bluff migliori si fanno con i progetti e quanti bluff servono per non essere prevedibili.

Il conto del bluff

Quando bluffi, rischi la tua puntata per vincere il piatto. Se l’avversario lascia, prendi il piatto; se paga, perdi la puntata. Il bluff va in pari quando l’avversario lascia:

La formula

Volte in cui deve lasciare = puntata ÷ (piatto + puntata)

Piatto 100, punti 50: 50 ÷ 150 = 33,3%, cioè 1 volta su 3.

PuntataPiatto 100, puntiDeve lasciare almeno
1/3 del piatto3325%
1/2 del piatto5033,3%
2/3 del piatto6740%
Piatto10050%
Due volte il piatto20066,7%

Più punti, più spesso deve lasciare. Il guadagno che viene dal far lasciare l’avversario si chiama fold equity.

Bluffare con i progetti: il semi-bluff

Un bluff con una mano che non può più migliorare vince solo se l’avversario lascia. Un bluff con un progetto, cioè una mano che può ancora diventare forte, ha due modi per vincere: l’avversario lascia subito, oppure paga e tu chiudi il punto. Si chiama semi-bluff.

Le tue carte9♥8♥
Sul tavoloK♥7♥2♣

Hai il progetto colore e l’avversario ha AK, la coppia di Re. Con due carte da girare la tua equity è il 39,8%: anche quando paga, sei tutt’altro che morto. Al turn esce il 3♦ e non hai chiuso:

Al turn: semi-bluff o bluff puro?

Piatto 100, punti 75. Restano 44 carte che non conosci: 9 sono di cuori. Se ti paga vinci al river 9 ÷ 44 = circa 20,5% delle volte.

Quando ti paga (e al river non si punta più): 20,5% × 250 − 75 = circa −23,9 in media.

Il semi-bluff va in pari se lascia 23,9 ÷ (100 + 23,9) = circa 19,3% delle volte.

Un bluff puro della stessa misura avrebbe bisogno del 75 ÷ 175 = circa 42,9%.

Il progetto riduce a meno della metà le volte in cui l’avversario deve lasciare. Per questo, se devi bluffare, scegli le mani che possono ancora migliorare: progetti di colore, di scala, carte più alte di quelle del tavolo. Le probabilità dei progetti sono nel capitolo sulle outs.

Contro chi non bluffare

Il bluff ha bisogno di un avversario che lasci. Non funziona:

  • Contro chi paga quasi sempre. Ci sono giocatori che entrano in tante mani e non lasciano mai una coppia: contro di loro si punta per valore, non si bluffa.
  • Contro tanti avversari. Devono lasciare tutti: se ognuno di due avversari lascia la metà delle volte, lasciano tutti e due solo 0,5 × 0,5 = 25% delle volte.
  • Quando il tavolo aiuta chi paga. Se le carte uscite migliorano le mani con cui l’avversario ti ha seguito, lascerà poco.
  • Quando la storia non torna. Se hai giocato tutta la mano in modo passivo e al river punti forte, l’avversario fa fatica a credere che tu abbia una mano.

Quanti bluff al river: l’equilibrio

Al river non ci sono più carte da girare: la tua mano è finita. Se punti solo quando hai una mano forte, un avversario attento lascia sempre e non ti paga mai. Se bluffi troppo, ti paga sempre. C’è una proporzione che lo mette in difficoltà: con quella, a lui chiamare o lasciare rende lo stesso.

Il conto con una puntata pari al piatto

Piatto 100, punti 100. Chi paga mette 100 per vincere 200.

Gli conviene pagare se vince almeno 100 ÷ 300 = 1 volta su 3.

Se tu punti 2 volte con una mano forte per ogni bluff, i bluff sono proprio 1 su 3: per lui pagare o lasciare è uguale.

Misura al riverBluff sul totale delle puntateMani forti per ogni bluff
1/3 del piatto20%4
1/2 del piatto25%3
2/3 del piatto28,6%2,5
Piatto33,3%2

La regola: più la puntata è grande, più bluff puoi avere. La quota di bluff è la stessa equity che serve a chi paga: puntata ÷ (piatto + 2 × puntata). È un punto di partenza da studio, non una legge: contro chi paga sempre si bluffa meno, contro chi lascia troppo si bluffa di più.

Dall’altra parte: la difesa minima (MDF)

Quando è l’avversario a puntare, la domanda si rovescia: quante volte devi continuare (pagare o rilanciare) perché i suoi bluff non guadagnino sempre? È la difesa minima (in inglese minimum defense frequency):

La formula

Difesa minima = piatto ÷ (piatto + puntata)

Piatto 100, lui punta 50: 100 ÷ 150 = 66,7%. Devi continuare con almeno 2 mani su 3 del tuo range.

Puntata dell’avversarioDifesa minima
1/3 del piatto75%
1/2 del piatto66,7%
2/3 del piatto60%
Piatto50%

Le due formule si completano: se lui punta metà piatto, il suo bluff va in pari se lasci il 33,3% delle volte, e infatti la difesa minima è 100% − 33,3% = 66,7%.

La difesa minima serve contro un avversario che non conosci o che gioca in modo equilibrato. Contro chi non bluffa quasi mai puoi lasciare molto più spesso: pagare per “difendere” contro chi ha sempre la mano costa fiches.

Prova tu

  1. Al river punti quanto il piatto senza niente in mano. Quante volte deve lasciare l’avversario perché il bluff vada in pari?

    Vedi la soluzione

    Puntata ÷ (piatto + puntata) = 100 ÷ 200 = 50%: almeno 1 volta su 2.

  2. Al river vuoi puntare 2/3 del piatto e hai 10 combinazioni di mani forti. Quanti bluff servono per l’equilibrio?

    Vedi la soluzione

    Con 2/3 del piatto ci sono 2,5 mani forti per ogni bluff: 10 ÷ 2,5 = 4 combinazioni di bluff (4 su 14 = circa 28,6%).

  3. L’avversario punta 50 in un piatto di 100. Nel tuo range ci sono 30 combinazioni. Con quante devi almeno continuare?

    Vedi la soluzione

    Difesa minima: 100 ÷ 150 = 66,7%. 30 × 66,7% = 20 combinazioni. Ma se sai che quel giocatore non bluffa quasi mai, puoi lasciare di più.

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