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Capitolo 15 · 7 minuti

Dopo il flop: puntate e misure

Dopo il flop le decisioni diventano più numerose: puntare o bussare, e se punti, quanto. Ogni misura chiede qualcosa di preciso all’avversario, e lo si può calcolare. In questo capitolo vedi le misure classiche, come cambia la scelta in base alle carte sul tavolo e quando conviene non puntare.

La puntata di continuazione

Hai rilanciato prima del flop e un avversario ha pagato. Se dopo il flop punti di nuovo, fai una puntata di continuazione (in inglese continuation bet o c-bet): continui la storia di chi ha la mano più forte.

Funziona per un motivo di numeri. Con due carte di valore diverso, il flop non ti dà nemmeno una coppia circa il 67,6% delle volte: circa 2 volte su 3. Vale anche per l’avversario. E chi ha rilanciato prima del flop ha, in media, mani più forti di chi ha solo pagato.

Da dove viene il 67,6%

Hai due carte di valore diverso. Nel mazzo restano 50 carte: 6 fanno coppia con le tue (3 per ogni valore), 44 no.

Flop senza nessuna delle 6: (44 × 43 × 42) ÷ (50 × 49 × 48) = 79.464 ÷ 117.600 = circa 67,6%.

Le misure e cosa chiedono

Le puntate si misurano in parti del piatto. Ogni misura chiede due cose diverse:

  • Al tuo bluff: quante volte l’avversario deve lasciare perché la puntata vada in pari. Si calcola puntata ÷ (piatto + puntata).
  • A chi paga: quanta equity gli serve per chiamare. È il prezzo delle pot odds: puntata ÷ (piatto + 2 × puntata), cioè quello che paga diviso il piatto finale.
MisuraPiatto 100, puntiIl bluff va in pari se lasciaChi paga deve vincere almeno
1/3 del piatto3325%20%
1/2 del piatto5033,3%25%
2/3 del piatto6740%28,6%
Piatto10050%33,3%

Leggi la tabella così: una puntata piccola costa poco e basta che l’avversario lasci 1 volta su 4, ma gli offre un prezzo buono per pagare (gli basta il 20%). Una puntata grande rischia di più, ma chiede all’avversario molta più equity per continuare. Il perché di queste formule è nel capitolo sulle pot odds.

Tavolo asciutto e tavolo bagnato

Le tre carte del flop cambiano tutto. Si parla di tavolo asciutto quando le carte sono scollegate e di semi diversi: pochi progetti possibili. Si parla di tavolo bagnato quando le carte sono vicine tra loro o dello stesso seme: tanti progetti di scala e di colore.

Stessa mano, AK, contro QJ di cuori. Su un tavolo asciutto:

Le tue carteA♠K♦
Sul tavoloK♣7♦2♠

Hai la coppia di Re con il kicker migliore e l’avversario non ha quasi niente: vinci il 95,7% delle volte. Su un tavolo bagnato:

Le tue carteA♠K♦
Sul tavoloK♥9♥8♣

Stessa coppia di Re, ma ora QJ di cuori ha un progetto di scala aperto e un progetto di colore: tu vinci il 52,6% delle volte, poco più di una moneta.

TavoloEsempiDi solito
AsciuttoK♣ 7♦ 2♠ · A♠ 8♦ 3♣Puntate piccole (circa 1/3), anche spesso: l’avversario ha poco con cui pagare
BagnatoK♥ 9♥ 8♣ · J♠ T♠ 9♦Puntate più grandi (2/3 o più) con le mani forti, oppure bussare con le mani che non reggono

Puntare per valore o per protezione

Quando hai una mano buona, punti per due motivi diversi.

Per valore (value bet): vuoi essere pagato da mani peggiori. La domanda è: quali mani peggiori della mia possono pagare? Se la risposta è “quasi nessuna”, una puntata grande fa solo lasciare l’avversario.

Per protezione: la tua mano è avanti ma può essere superata dalle prossime carte. Puntando, fai pagare a chi ha un progetto un prezzo più alto di quello che gli converrebbe.

Le tue carteQ♠Q♦
Sul tavolo10♥7♥2♣

Hai QQ contro A♥5♥, che ha il progetto colore e l’Asso. Con due carte da girare, la tua equity è il 53,7%, la sua il 46,3%: sei avanti di poco. Se bussi e lui vede il turn gratis, gli regali le sue possibilità. Se punti 2/3 del piatto, a lui servirebbe il 28,6% per pagare con una sola carta in arrivo; un progetto colore da solo arriva circa al 19% (9 carte buone su 47). Per pagare deve sperare di vincere di più nelle mani successive.

A parità di punto conta la mano dell’avversario: QQ vince il 93,6% contro 9-8 di fiori su K♦ 7♠ 2♥, ma solo il 43,7% contro 9-8 di cuori su T♥ 7♥ 2♣, dove lui ha 15 carte buone tra colore e scala.

Quando bussare

Bussare (passare la parola senza puntare) non è debolezza: è una scelta. Conviene di solito quando:

  • Il tavolo aiuta più l’avversario di te. Hai aperto dal primo posto, lui ha difeso dal grande buio, il flop è 8♥ 7♥ 6♠: le mani basse e collegate sono più sue che tue.
  • Hai una mano media che vuole arrivare allo showdown senza far crescere troppo il piatto: una coppia bassa, una coppia con un kicker debole.
  • Siete in tre o più. Perché un bluff funzioni devono lasciare tutti: se ognuno di due avversari lascia la metà delle volte, lasciano tutti e due solo 1 volta su 4.
  • L’avversario non lascia mai. Contro chi paga sempre, il bluff non rende: punta solo quando hai una mano.

Prova tu

  1. Piatto 90, punti 30. Quante volte deve lasciare l’avversario perché il tuo bluff vada in pari?

    Vedi la soluzione

    30 ÷ (90 + 30) = 30 ÷ 120 = 25%: 1 volta su 4. 30 su 90 è proprio 1/3 del piatto.

  2. Al turn hai un progetto colore (9 carte buone su 46). L’avversario punta 2/3 del piatto. Conviene pagare solo per il prezzo?

    Vedi la soluzione

    No. Una carta su 46 ti dà colore circa il 19,6% delle volte, ma con una puntata di 2/3 ti serve il 28,6%. Per pagare servono altri motivi, come le fiches che potresti vincere al river.

  3. Quale dei due flop è più bagnato: A♠ 8♦ 3♣ oppure 9♠ 8♠ 7♦?

    Vedi la soluzione

    9♠ 8♠ 7♦: tre carte collegate (tante scale possibili) e due di picche (progetti di colore). A♠ 8♦ 3♣ è asciutto: carte lontane e tre semi diversi.

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